Intanto che cerco qualche bella immagine e qualche informazione attendibile sugli yamabushi vorrei fare qualche riflessione a ruota libera, anche dettata dalle ultime esperienze fatte.
C’è gente che fonda la sua filosofia su di un’ attenta riflessione, e gente che la fonda semplicemente sull’ estetica. C’è tutta una categoria di persone che non si rendono conto di fare quello che gli altri fanno, impegnati come sono a cercare di fare il contrario. Tutto ciò che la società, i genitori, la scuola, il catechismo gli ha insegnato è male, perciò gli cambiano colore e pensano di essere rivoluzionari. Certo non sono tanto imbecilli dall’ andare veramente contro i principi della società in cui vivono, per cui si accontentano di infastidire il loro prossimo, e questo li rende più imbecilli ancora. Sto parlando dei punk, le zecche, i neonazisti, i satanisti, in una certa qual maniera tutti quelli che per sembrare diversi si mettono un vestito diverso dagli altri. Il problema con questa gente è quando, invece di avere 16 anni (un’ età in cui è comprensibile essere un pò imbecilli) ne hanno più di 30. Il ragazzetto di 16 anni che si veste col giubbotto di pelle ed ascolta esclusivamente Burzum e il black metal mi fa tenerezza , il trentenne mi fa un pò preoccupare. Non perchè Burzum sia indegno come musicante, ma perchè l’ atteggiamento da 16enne in un trentenne significa immaturità, e comunque se proprio voglio un tipo vestito da pazzo beh, SunRa è sicuramente meglio. Ora, quello che mi è successo è appunto di capitare in un gruppo di persone formate ,per la maggior parte, da individui che seguivano un’ estetica e non una filosofia e di pensare che, siccome avevano più o meno la mia età, stessero facendo questo percorso per ragionamento e non per moda. Mai sbaglio fu più grande. Più li conoscevo e più cercavo di capire, più cercavo di capire e più la spiegazione si allontanava. Ad un certo punto dalla discussione siamo passati al litigio. Sì, perchè se io ti chiedo (mettiamo) “perchè ti vesti sempre di rosso?” e tu mi rispondi “perchè mi piace, è solo questione di estetica, potrei anche vestirmi di verde e sarebbe la stessa cosa” è un discorso, ma se mi rispondi “è la mia filosofia, e troverei giusto che tutti si vestissero di rosso” allora questa filosofia me la devi spiegare, non puoi pretendere che io mi fermi lì. E invece si pretendeva che mi fermassi lì; perchè se fossi andato avanti avrei scoperto cose che mi avrebbero allontanato da quel gruppo di persone, ed io a quel gruppo di persone servivo.
La morale della favola è questa: sono stato usato.
Non me ne son reso conto lì per lì, ma queste persone tanto amichevoli cercavano solo di usarmi per i loro scopi, carpire segreti che loro credevano io custodissi (ma che segreti potrò mai custodire? ditemi un pò….). Ovviamente quando me ne sono reso conto me ne sono andato ,insieme ad altri che hanno realizzato la stessa cosa, portandomi via tutto il lavoro fatto.
Apriti cielo. Additati come traditori, minacciati di maledizione….roba che ci ridiamo ancora sopra….dopo il nostro abbandono il gruppo è imploso, diventando qualche cosa da cui la gente con un pò di cervello si terrà alla larga .
Personalmente sono rimasto con la sensazione di volermi lavare col disinfettante chirurgico.
Ma perchè vi racconto queste cose? Perchè credo sia bene riflettere su di un concetto:
il dialogo è la cartina di tornasole universale. Se si parla il losco viene fuori per forza. Se si arriva in fondo ai ragionamenti allora veramente si può capire se una persona è valida oppure fa finta di esserlo. Mai fermarsi all’ estetica.


